AMBIENTE & VELENI
Decreto Salva-Ilva: un salvacondotto incostituzionale

Bruno Tinti
Ex magistrato, giornalista e scrittore italiano
Ciò che infastidisce non è l’inadeguatezza o la semplice non condivisibilità della soluzione: è il tentativo di nascondere che la soluzione è inadeguata o – prevedibilmente – non condivisa. Così è per l’ennesimo “Salva Ilva”. Non è proprio nozione diffusa. Ma è evidente che ci sono problemi che non hanno soluzione; perlomeno non hanno soluzione soddisfacente. Se Ilva (Taranto) continua a produrre ammazza la gente: è avvenuto negli anni passati e sta avvenendo ogni giorno. Dunque dovrebbe essere chiusa. Se poi fosse economicamente conveniente risanarla e produrre in condizioni di sicurezza, lo si faccia; dopo – solo dopo – si riaprano gli stabilimenti e si dia inizio alla produzione. Peraltro, come tutti sanno, risanare Ilva costa una quantità di soldi che non ha nessuno: non lo Stato e nemmeno privati imprenditori che vogliano farsene carico.
Quanto ai soldi sequestrati ai vecchi proprietari, i Riva, ci sono manon sono disponibili: per servirsene bisognerebbe confiscarli; ma la confisca presuppone una sentenza definitiva di condanna che è ben lungi dall’arrivare. Tra l’altro, questo dimostra quanto un sistema giudiziario inefficiente sia dannoso per l’economia nazionale. Sicché chiudere Ilva si può, forse si dovrebbe; ma significa chiuderla per sempre. Ilva chiusa provocherebbe conseguenze devastanti sull’economia nazionale: la mancata produzione siderurgica di Ilva (Taranto) copre il 40% del fabbisogno nazionale. Si può sempre ricorrere alle importazioni ma il costo di questa soluzione viene stimato in 4/6 miliardi di euro all’anno: un onere probabilmente insopportabile per le imprese italiane del settore. A ciò si aggiungerebbe la perdita del posto di lavoro per circa 12.000 dipendenti dell’azienda; e per un numero non quantificabile di dipendenti dell’indotto direttamente connesso con Ilva Taranto e delle aziende che sarebbero travolte dall’aumento dei costi per l’acciaio di importazione. Economicamente e socialmente un disastro. Però non vi sono altre opzioni; e dunque si deve scegliere una delle esistenti.
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