Parla Claudio Di Tursi, che da anni si impegna per la salvaguardia della storia linea
Il trenino di Casella è un tesoro da salvare
Di Tursi, ultimamente il tema della riapertura della linea ferroviaria Genova-Casella è diventata di dominio pubblico, grazie alle fotografie ed al tam tam partito in rete, a che punto siamo?
L’iniziativa bellissima dei “selfie” ha avuto una grossa eco sia sui giornali, abbiamo avuto diversi articoli da Repubblica, due dal Secolo XIX e uno dal Giornale, nonché svariati articoli sulletestate online. Questo ha portato ad un’attenzione a livello politico, la senatrice Paola De Pin, ex M5S oggi nella Federazione dei Verdi, ha presentato un’interrogazione al Senato che verrà discussa a settembre, anche l’ex assessore regionale Gianni Plinio, di AN-Fratelli d’Italia, ha fatto un appello a tutti i parlamentari liguri di tutti i partiti affinché facciano un’interrogazione su questa linea, l’eco ormai è nazionale, lo stesso sindaco di Casella, Francesco Colossetti, ha detto che arrivano addirittura telefonate di turisti tedeschi che si informano sulla riapertura della ferrovia.
Alcuni accusavano la precedente amministrazione di Casella di disinteressarsi di questa storica linea ferroviaria…
Non posso dire se c’è stato disinteresse, anche perché non sono molto addentro alla politica casellese. Più che altro posso constatare che sono stati fatti passi che hanno messo in difficoltà la ferrovia. Con il servizio delle corriere dell’ATP via autostrada dalla Valle Scrivia a Piazza della Vittoria sicuramente è stato dato un qualcosa in più ai casellesi, ma questo ha significato anche fare una sorta di concorrenza sleale al Trenino. È vero che gli autobus, se appunto tagliano via autostrada, ci mettono qualche minuto in meno, ma sul treno è possibile utilizzare al meglio il tempo: gli studenti possono studiare, i professionisti possono usare un pc portatile, le persone possono leggersi un libro, ecc…; a fronte di qualche minuto di percorrenza in più il trenino da un servizio molto più confortevole.
Attualmente, oltre alle corse regolari dell’ATP c’è il servizio sostitutivo del treno, come sta funzionando?
Il servizio sostitutivo è gestito da Genova Rent, le persone si adeguano, non abbiamo notizie di disservizi. Certo che sono due mezzi di trasporto diverso e le curve di Trensasco mietono vittime tra chi soffre il mal d’auto.
Il trasporto pubblico è uno dei settori storicamente più problematici da gestire…
Certamente, sappiamo tutti che è utopistico pensare che il servizio di trasporto pubblico sia in attivo o quantomeno in pareggio su tutte le tratte, non possiamo ragionare con un discorso volgarmente ragionieristico diminuendo il servizio per le tratte meno utilizzate perché rischiamo di isolare le zone più interne con pochi abitanti finendo con l’utilizzare sempre di più l’automobile privata, creando traffico e aumentando il tasso di inquinamento ambientale. L’utilizzo del mezzo privato deve essere disincentivato, quello del servizio pubblico incentivato, cosa che non si fa tagliando le corse. I finanziamenti per il trasporto pubblico locale non possono venire solo dai biglietti e dai trasferimenti regionali e statali. Bisogna attuare politiche diverse. L’entrata in città con il mezzo privato deve avvenire dietro il pagamento di una piccola cifra, ci vogliono i varchi elettronici come ci sono a Milano ed in altre città; parte del ricavato deve finanziare il trasporto pubblico. Se percorro una tratta autostradale interna alla città e per la stessa tratta c’è un servizio pubblico, una piccola parte del pedaggio deve essere destinata al trasporto pubblico. Come anche i soldi delle multe dei parcheggi…
La linea Genova-Casella ha sicuramente un grande potenziale storico e turistico…
Certamente, risale agli anni Venti, ha una lunga storia gloriosa alle spalle e, con una mia definizione che è piaciuta anche all’assessore comunale Enrico Trucco, l’ho definito “un ricamo gentile che orna tre vallate”, perché unisce la Val Bisagno, la Val Polcevera e la Valle Scrivia. Il potenziale turistico del trenino è enorme e inoltre, cosa che va sempre ricordata, è un mezzo ecologico. Se un’opera d’arte, come è appunto il trenino, non incontra il favore del pubblico, noi dobbiamo valorizzarla e farla comprendere, non buttarla via.
In questo periodo di chiusura è stata fatta manutenzione alla linea?
Si, la manutenzione da parte di AMT c’è, sono state ridipinte le stazioni, hanno riparato le frane sulla linea in modo perfetto, ad essere maligni sembra quasi che a qualcuno convenga di più fare manutenzione e lasciare tutto fermo. Su un periodico locale, il noto giornalista Gilberto Volpara ha detto testualmente che ci occupiamo tanto di Terzo Valico e poi lasciamo morire il trenino di Casella.
Se la ferrovia Genova-Casella non ripartirà a breve rischia davvero di morire…
Purtroppo sì, come ogni cosa, se la lasciamo perdere muore, perché la gente dimentica presto quello che aveva e si abitua a nuove strade, a nuove modalità. Siamo vittime della nostra capacità di adeguarci. Il trenino di Casella non deve morire, diverse generazioni di abitanti delle Valli Scrivia e Polcevera e della stessa Genova hanno utilizzato e amato questo pittoresco mezzo di trasporto,sarebbe per me una profonda delusione apprendere che per la generazione di mia figlia – che era troppo piccola per ricordare il trenino in funzione – la storia del Trenino sia semplice sterile didattica, vorrei che potesse utilizzarlo e viverlo toccando con mano che cosa significhi viaggiare “nella storia”.
Infine una domanda che esula dal resto dell’intervista, lei è il portavoce della lista di minoranza a Sant’Olcese “Comitato Indipendente”, qual è il giudizio sull’amministrazione comunale in quest’anno di mandato?
Bisogna essere sinceri, noi eravamo contro l’amministrazione uscente, non per ragioni ideologiche, (nella nostra lista ci sono persone di diverso orientamento politico) ma per come era stato amministrato il paese per tantissimi anni. Avevamo il timore che il sindaco Armando Sanna e la sua squadra fossero troppo vicini e influenzabili da chi aveva amministrato nel passato, invece il sindaco sta lavorando in autonomia e si è dimostrato fortemente determinato nel rispettare gli impegni presi in campagna elettorale. Per lanciare un segnale importante di apprezzamento di questo nuovo corso, abbiamo votato a favore il bilancio; riconosciamo che opere come la realizzazione del marciapiede a Manesseno – dopo tanti anni, una giovanissima vittima e tantissimi incidenti – sono interventi di buon senso fatti nell’interesse dei cittadini. Fare un’opposizione a prescindere, quando la controparte realizza progetti di riqualificazione che erano anche nel nostro programma sarebbe un retaggio ideologico del passato che non ci appartiene.
Fabio Mazzari
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