Le città all'avanguardia della rivoluzione energetica globale
Il futuro energetico mondiale sarà basato totalmente sulle energie rinnovabili? Il rapporto di Greenpeace 'Energy Revolution 2015-100% renewable energy' ne è convinto e lo dimostra con dati e previsioni ritenuti attendibili. Non mancano, tuttavia, gli scettici. Un fatto è certo, comunque, le aree urbane, che ospitano la maggioranza degli oltre 7 mld di abitanti del pianeta, sono le avanguardie della rivoluzione energetica in marcia, con esperienze di eccellenza in diversi continenti. Forse, nel 2050 non saremo al 100% di energia pulita, come preconizzano gli esperti di Greenpeace, ma probabilmente ci avvicineremo a questo traguardo. Attualmente, le città europee più virtuose che producono energia da fonti pulite sono Reykjavik, Padova, Zurigo. Seguono Funchal, Oslo, Stoccolma e Parigi. Quest'ultima dimostra inoltre di essere fra le metropoli europee la meno dipendente dai combustibili fossili, seguita da Madrid, che ottiene poco più di metà della sua elettricità da fonti pulite. Nel complesso – spiega il rapporto - le città stanno facendo passi significativi verso l'adozione di energia a basse emissioni. Il 35% delle città che hanno risposto a domande specifiche sul mix energetico adottato dichiarano di ottenere i tre quarti della loro energia elettrica da fonti combustibili non fossili. Inoltre, più di un terzo delle città che hanno compilato il report dichiarano di aver definito un obiettivo di utilizzo di energia rinnovabile. Il settore della produzione elettrica è il più grande emettitore di carbonio nel mercato dell'energia e attualmente emette 12,6 gigatonnellate di CO2 - equivalenti alle emissioni prodotte da tutte le auto del mondo in due anni. Le città che scelgono di avvalersi di energia da fonti rinnovabili, si attrezzano meglio nel combattere il cambiamento climatico. Alcune città particolarmente intraprendenti stanno guidando la transizione verso una crescita a basse emissioni tramite l'adozione di energie rinnovabili. In questo processo spiccano Santa Monica, San Francisco e Stoccolma, che hanno fissato l'obiettivo di produrre energia elettrica da fonti rinnovabili al 100%. “Abbiamo l'ambizioso obiettivo - afferma Karin Wanngård, Sindaco della capitale svedese - di diventare indipendenti da fonti combustibili fossili entro il 2040. Stoccolma è da sempre attenta all'importante tema del clima e lo ha dimostrato impegnandosi nella riduzione dei consumi energetici e nel riciclo dei rifiuti, ma sarà necessario fare ancora di più. L'adozione di strumenti di misurazione va in questa direzione e ci permetterà di accreditarci come capofila”.
Altre grandi città stanno passando all'elettricità derivata da combustibili non fossili. Canberra, ad esempio, si è impegnata a garantire che entro il 2020 il 90% della sua elettricità deriverà da fonti rinnovabili di grande scala, offrendo una riduzione del 40% delle emissioni di gas a effetto serra. Allo stesso modo, la città di Austin ha deciso di ricavare il 55% della sua elettricità da fonti rinnovabili entro il 2025, un obiettivo che la metropoli texana segnala di poter soddisfare con quattro anni di anticipo attraverso programmi di efficienza energetica e accordi di acquisto di energia rinnovabile. Hong Kong, invece, ha scelto di utilizzare incentivi finanziari per incoraggiare le società elettriche a investire nelle energie rinnovabili. Sulla base dei dati raccolti s’ipotizza che altre 96 amministrazioni seguiranno strategie similari. Indubbiamente, la possibilità di ottenere un ritorno economico, giocherà un ruolo chiave nel successo delle politiche energetiche messe in campo a livello globale, come dichiara l'86% degli amministratori locali che hanno risposto al questionario.
(Aldo Musci)
lunedì, 21 settembre 2015
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