Wednesday, September 02, 2015
Chiusure negozi a Savona, Zino (Savona Impresa)'Problema culturale'
'Anche i centri commerciali e i Discount in forte arretramento'
Savona. Negozi storici della città, ma anche a livello provinciale chiudono da un giorno all'altro, e entrano in crisi addirittura gli Hard Discount e i centri commerciali che fino a ieri avevano messo in difficoltà il sistema dei negozi di vicinato o dei centri storici.
Una realtà che Savona sta conoscendo da qualche anno e che entro il mese di settembre cancellerà esercizi come Zeus di via Piave, specializzato nella vendita di scarpe, una delle rivendite più antiche nata addirittura durante la Guerra nel 1943 e il quarantennale Maldi Lista Nozze di via Guidobono. Non sono peraltro gli unici negozi ad aver chiuso i battenti. basti pensare al prestigioso Serafini di via Pia e anche a negozi di marca cinese come quelli di via Montenotte e Corso Mazzini. Non è solo la crisi economica a fare vittime illustri, secondo il consigliere di Camera di Commercio e Savona Impresa Franco Zino, sta cambiando rapidamente il modo di approcciarsi agli acquisti dei Savonesi.
"Oggi senza servizi non vendi i prodotti. Se non garantisci alla clientela orari lunghi e aperture anche nei festivi, difficilmente vai avanti. E non vai avanti neppure senza parcheggi nelle vicinanze del tuo esercizio. Tutto questo può essere offerto solo da medie e grandi strutture di vendita, come i centri e i parchi commerciali. Quindi non è solo l'economia a fare la sua parte per le chiusure, ma anche e sopratutto un problema culturale e di dimensioni di scala. La verità e che l'offerta supera ampiamente la domanda e un ruolo determinante nelle chiusure lo hanno anche affitti e tasse troppo alti".
Franco Zino poi prosegue:"Anche gli stessi centri commerciali stanno entrando in una crisi profonda, il cui esito è ancora incerto. La programmazi9one fatta qui da noi a seguito del varo della Bersani non è stata lungimirante. Si sono create medie strutture di vendita, i centri commerciali, che da una parte hanno soppiantato almeno in parte i vecchi negozi e dall'altra non sono stati in grado di attrarre clienti fuori dal bacino savonese.
Alessandrini e cuneesi infatti non di certo vengono a Savona ad acquistare prodotti a Il Gabbiano piuttosto che alle Officine. Di qui il ricorso esclusivo alla clientela locale a colpi di sconti che spostano poche decine di acquirenti da un centro all'altro. Non parliamo poi dei discount e degli hard discount anche loro in crisi, specie nelle aree più periferiche.
E poi c'è anche il problema dei posti di lavoro che mancano e di quelli che sono andati in fumo che impediscono alla gente di fare acquisti non potendo più contare le famiglie su redditi certi". Zino è anche preoccupato per il futuro:"Speriamo che la moria di negozi si possa fermare qui, anche perchè molti quartieri specie quelli delle periferie si stanno desertificando specie durante le ore notturne e questo non è certo un bel biglietto da visita.
Le amministrazioni dovrebbero puntare di più sulla tutela di negozi di cornice e di prossimità, come ad esempio quelli del Santuario o di Legino 167".
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