L'aspirazione alla giustizia climatica sta unendo i cristiani in Europa, specialmente in vista della Conferenza sul clima delle Nazioni Unite che si terrà il prossimo dicembre a Parigi»,
Il tema scelto dai cristiani per il 2015 è la luce per il mese del Creato, una parola che ricorre 200 volte nella Bibbia con diverse associazioni e sottolineature, una parola che in vario modo evoca la vita. Nell’arte è ben noto che la luce svolge un ruolo fondamentale. Essa rende possibile la percezione tridimensionale con le ombre, attribuisce qualità alle superfici mediante riflessi, modella i volumi con giochi di chiaro scuro, cambia la percezione dei colori. La scienza cerca di afferrarla e di conoscerne la natura per amor di conoscenza
e per applicazioni sempre più raffinate.
Celebriamo questo Tempo del Creato insieme all'ecumene cristiano nel mondo. Il Consiglio ecumenico delle chiese propone di collocare l'appuntamento delle chiese europee nel più generale progetto uscito dalla decima assemblea a Busan di un pellegrinaggio per la giustizia e la pace. Nello specifico, per la giustizia legata al cambiamento climatico che sarà il tema di un incontro interreligioso a New York il 21-22 settembre. Prima del nostro meeting.
Per chi ha qualche idea dei quaccheri sa che la Luce intesa quella interiore è il tema centrale che ci differenzia da tutte le altre confessioni cristiane: sosteniamo che ogni persona , indipendentemente dai suoi dati morali, dispone di una particella divina che consente di accomunarci tutte e tutti come figlie e figli di Dio creati a sua immagine e somiglianza.
Riteniamo la Bibbia sia importante ma sopra di essa c'è lo Spirito che può esprimersi liberamente e a insindacabile giudizio di Dio. Nella sua sovranità assoluta.
Questo tema ci è caro come cristiani e che attesta le nostre ragioni di non voler considerare utile una ecclesiologia ma solo la ricerca dello Spirito delle origine delle comunità cristiane di 2000 anni fa. I testimoni di quella fase fondativa della adorazione del Risorto e non altri.
Benevenuti e buon sabato insieme il 26 settembre nel Meeting Amici di Gesù per la custodia della difesa del Creato, ore 16
Il tema scelto dai cristiani per il 2015 è la luce per il mese del Creato, una parola che ricorre 200 volte nella Bibbia con diverse associazioni e sottolineature, una parola che in vario modo evoca la vita. Nell’arte è ben noto che la luce svolge un ruolo fondamentale. Essa rende possibile la percezione tridimensionale con le ombre, attribuisce qualità alle superfici mediante riflessi, modella i volumi con giochi di chiaro scuro, cambia la percezione dei colori. La scienza cerca di afferrarla e di conoscerne la natura per amor di conoscenza
e per applicazioni sempre più raffinate.
Celebriamo questo Tempo del Creato insieme all'ecumene cristiano nel mondo. Il Consiglio ecumenico delle chiese propone di collocare l'appuntamento delle chiese europee nel più generale progetto uscito dalla decima assemblea a Busan di un pellegrinaggio per la giustizia e la pace. Nello specifico, per la giustizia legata al cambiamento climatico che sarà il tema di un incontro interreligioso a New York il 21-22 settembre. Prima del nostro meeting.
Per chi ha qualche idea dei quaccheri sa che la Luce intesa quella interiore è il tema centrale che ci differenzia da tutte le altre confessioni cristiane: sosteniamo che ogni persona , indipendentemente dai suoi dati morali, dispone di una particella divina che consente di accomunarci tutte e tutti come figlie e figli di Dio creati a sua immagine e somiglianza.
Riteniamo la Bibbia sia importante ma sopra di essa c'è lo Spirito che può esprimersi liberamente e a insindacabile giudizio di Dio. Nella sua sovranità assoluta.
Questo tema ci è caro come cristiani e che attesta le nostre ragioni di non voler considerare utile una ecclesiologia ma solo la ricerca dello Spirito delle origine delle comunità cristiane di 2000 anni fa. I testimoni di quella fase fondativa della adorazione del Risorto e non altri.
Benevenuti e buon sabato insieme il 26 settembre nel Meeting Amici di Gesù per la custodia della difesa del Creato, ore 16
Parleremo delle adozioni per le coppie gay nel corso del meeting di ottobre... essendo favorevoli
Berna difende il matrimonio per tutti
Undici studenti in teologia – in particolare della Facoltà di Teologia dell’Università di Berna – e altri teologi si dichiarano chiaramente a favore dell’apertura a tutti del matrimonio e della possibilità di adottare per le coppie omosessuali
Nella loro presa di posizione di quattro pagine del 25 agosto scorso, gli autori spiegano nel dettaglio perché si esprimano come cristiani in favore del matrimonio e dell’adozione per le coppie omosessuali. «Noi siamo convinti che l’apertura del matrimonio alle coppie omoaffettive debba essere considerata da un punto di vista biblico e cristiano». L’amore omosessuale ha lo stesso valore ed è dunque uguale a quello eterosessuale: se la relazione è basata sulla fiducia e sulla responsabilità, allora bisognerebbe avere la possibilità di sposarsi. Inoltre, il matrimonio si tratta di una «coabitazione vantaggiosa per la vita» che si esprime nel rispetto e nella stima: «il sesso biologico e la capacità di riprodursi non hanno qui nessun ruolo centrale».
La famiglia secondo la bibbia significa innanzitutto una «coabitazione nell’affermazione della vita». Questo criterio è rispettato nello stesso modo da dei genitori “classici” come da genitori dello stesso sesso o divorziati, da genitori in famiglie ricostituite o in una famiglia monoparentale. Un rifiuto delle relazioni omosessuali e delle famiglie che ne derivano non può essere giustificato dall’essere cristiani. Ciò che è problematico sono le costellazioni famigliari e «le relazioni che non possono assicurare una stabilità e una sicurezza durevoli».
Una conseguenza del matrimonio per tutti è l’adozione. Il benessere del bambino è allora la priorità, ma questo benessere non dipende dal sesso dei suoi genitori ma dalla natura della relazione che li unisce.
Gli autori incoraggiano i politici ad aprire il matrimonio alle coppie omosessuali e a perseguire questo sforzo egualitario nella questione dell’adozione. Essi suggeriscono ai dirigenti delle chiese affinché facciano pressione sullo Stato per un cambiamento. «Incoraggiare lo Stato a cambiare la legge e a preparare la strada per la comunità cristiana con responsabilità, coerenza e amore, in modo che ne possa seguire un regolamento ecclesiastico».
Fonte Protestinfo
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