Groupon licenzia un dipendente su tre
Il sito degli sconti si riorganizza. La Cgil: in Italia a casa 128 lavoratori.
24/09/2015
GIUSEPPE BOTTERO
C’erano una volta i siti a tutto sconto, e il campione indiscusso era Groupon. Poi la febbre per i coupon s’è raffreddata, qualche portale ha chiuso e anche il capofila ha deciso di cambiare rotta, puntando sui servizi alle aziende. Solo che la riorganizzazione ha un costo, e il colosso guidato da Eric Lefkofsky è pronto a tagliare 1.100 posti di lavoro in tutto il mondo e ad abbandonare sette Paesi, tra cui Uruguay e Marocco.
L’onda lunga dei tagli colpisce però anche l’Italia, dove Groupon è sbarcato nel 2010. Da noi, i posti a rischio, sono 128 su un totale di 363. Quasi uno su tre. «Gli sconti Groupon li fa sul personale, tagliando il costo del lavoro», attacca la Filcams-Cgil. Ad essere lasciate a casa, denuncia il sindacato, sarebbero soprattutto le donne. «L’azienda, ben lontana da qualsiasi tipo di crisi, lamenta invece il calo del fatturato, a causa del quale è costretta a rivedere la propria struttura dei costi e l’avvio di nuovo procedure automatizzate - prosegue l’associazione dei lavoratori in una nota diffusa sui social network-. Nessuna crisi economica, nessuna perdita, ma un leggero calo del fatturato, che può essere dovuto alla stabilizzazione dell’azienda, sono i presupposti che stanno portando al licenziamento di più del 30% del personale, tra l’altro escludendo la possibilità di utilizzo della cassa integrazione, della rimodulazione dell’orario o di un’eventuale ricollocazione del personale».
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