Diretta a - al Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e a(d) 2 altri
Chiediamo che LA REGIONE LIGURIA e TUTTE LE ALTRE REGIONI NON APPROVINO lo schema di Decreto attuativo ai sensi dell'art. 35, comma 1, Legge 164/2014 detto "SBLOCCA ITALIA"
- al Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti,presidente@regione.liguria.it
- alla Giunta regionale Liguria
- al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi,presidente@pec.governo.it
Chiediamo che LA REGIONE LIGURIA e TUTTE LE ALTRE REGIONI NON APPROVINO lo schema di Decreto attuativo ai sensi dell'art. 35, comma 1, Legge 164/2014 detto "SBLOCCA ITALIA" per le seguenti motivazioni:
1 - La normativa europea (Direttiva 98/2008/CE) ed italiana (T.U. legge 152/2006 e smi) fissano una precisa gerarchia nella gestione dei rifiuti, che prevede per prima la riduzione, poi la preparazione al riutilizzo, poi il riciclaggio con recupero di materia e solo al penultimo posto l'incenerimento con recupero di energia, appena prima della fase residuale dello smaltimento (con incenerimento senza recupero di energia od in discarica). La costruzione di nuovi inceneritori ed il potenziamento dei vecchi si pone dunque in fondamentale contrasto non solo con la normativa vigente che punta al riutilizzo, al riciclo e al recupero di materia, ma anche con la nuova strategia della Commissione Europea di "Economia Circolare";
2 - L’articolo 35 interferisce con l’autonomia della Regione Liguria, imponendo un impianto di incenerimento non previsto dal Piano Regionale Rifiuti del 25 marzo 2015. Definendo, infatti, gli inceneritori “infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale”, prevede che il Consiglio dei Ministri decida in merito, anche contro il parere del Consiglio Regionale, provocando un ulteriore innalzamento dell’inquinamento atmosferico (metalli pesanti, diossine, particolato ultra-fine) e azzerando l’impegno dei cittadini virtuosi, con gravi ricadute per la salute e l’economia.
3- Gli inceneritori di rifiuti, impattano pesantemente con l’ambiente e con la salute umana a causa delle emissioni in atmosfera di gas serra, ma anche per la diffusione nell'ambiente circostante per decine di chilometri dal sito stesso, di grandi quantità di sostanze tossiche e cancerogene come diossine, furani e metalli pesanti. Questi agenti differentemente nocivi anche per il loro possibile effetto sinergico, causano non solo tumori ma anche altre gravi malattie non neoplastiche come dimostrato da una ormai consolidata letteratura scientifica sia a livello nazionale che internazionale (Helliott, 1996; Ranzi, 2011; Arpa Piemonte, 2015; ecc.). Ricordiamo a questo proposito che la normativa europea (Direttiva 98/2008/CE) ed italiana vigente (T.U. legge 152/2006 e smi) pongono una precisa tutela alla salute e all'ambiente: "Gli Stati membri prendono le misure necessarie per garantire che la gestione dei rifiuti sia effettuata senza danneggiare la salute umana, senza recare pregiudizio all’ambiente e, in particolare: a) senza creare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo, la flora o la fauna; b) senza causare inconvenienti da rumori od odori e c) senza danneggiare il paesaggio o i siti di particolare interesse". La Liguria, caratterizzata da un territorio densamente abitato e a prevalente vocazione turistica, è stata per decenni inquinata da ben tre centrali a carbone e decine di discariche, con ricadute negative sull'ambiente e sulla salute (vedi studi medico-scientifici qualificati a livello internazionale e accertamenti della Procura di Savona). Per questo è inaccettabile che si ipotizzi la realizzazione di un nuovo inceneritore o l'uso dell'impianto Tirreno Power di Vado (SV) o di altri impianti, per la combustione di CSS: il nostro territorio è già pesantemente provato e richiederebbe invece una bonifica.
4 - Gli inceneritori di rifiuti sono infrastrutture "pesanti", ovvero impianti costosissimi che, oltre ad essere energeticamente inefficienti, impediscono lo sviluppo della raccolta differenziata e la riduzione di rifiuti, in quanto necessitano alimentazione con flussi di indifferenziato garantiti per 25 anni; il costosissimo investimento è a spese della collettività che si trova a pagare elevate tariffe TARI ed elevate bollette per elettricità prodotta con incentivi statali, mentre, per contro, sono lucrosissimi per le grandi multi-utility che gestiscono già oggi catene di impianti nel Centro e Nord Italia, contro i risultati dei Referendum 2011 sui servizi pubblici locali di interesse generale che devono essere gestiti senza scopo di lucro.
5) Esistono scenari operativi alternativi, impianti a freddo con recupero di materia, praticabili e praticati, che costano molto meno, si costruiscono più velocemente, comportano più posti di lavoro, non inquinano con danni alla salute e all’ambiente, emettono meno gas serra, permettono di risparmiare energia in quantità tripla. Per gli elencati motivi di legalità, sostenibilità, tutela della vita e della salute, economicità, livello di tariffe, difesa dei posti di lavoro, il Coordinamento ligure per la Gestione Corretta Rifiuti “GCR-Liguria”, che aderisce al Movimento Nazionale Legge d'Iniziativa Popolare Rifiuti Zero (proposta LIP firmata da 86000 cittadini in Italia, 6000 in Liguria e presentata in Parlamento ad ottobre 2013), invita tutti i cittadini ed i turisti, i comitati e le associazioni liguri a firmare e a diffondere questa petizione al più presto e ricorda che è stato organizzato a Roma per mercoledì 9 settembre dalle ore 10 in piazza di Montecitorio il PRESIDIO NAZIONALE A ROMA , per protestare per in concomitanza con la Conferenza Stato Regioni che si svolge a poche centinaia di metri che dovrebbe approvare lo schema di decreto.
Potete informarvi sugli eventi e le manifestazioni organizzate per protestare contro l’art 35 dello “Sblocca Italia” sul sitohttp://gcrliguria.wordpress.com o scrivendo a fra.antonelli@gmail.com o a renata.vela@gmail.com, referenti regionali del Coordinamento ligure GCR
Diciamo forte il nostro NO agli INCENERITORI dentro o fuori Liguria.
LETTERA A
- al Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti
- alla Giunta regionale della Liguria
- al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi,

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