«Non si possono bruciare violini per vendere la cenere»
«Dal 1980 al 2007 abbiamo perso per sempre un decimo di tutto il territorio agricolo della Regione Lombardia. E in questo computo vanno aggiunte le nuove cementificazioni che il grande evento Expo ha prodotto direttamente o indirettamente» i dati sono del Politecnico di Milano a diffonderli una bella puntata di Presa Diretta che finalmente ha puntato i riflettori sul consumo di suolo agricolo in Italia. Se non l’avete vista ve la consigliamo, la trovate sul sito della Rai a questo link. Noi intanto ci ritorniamo riproponendo qualche dato e una riflessione perché vogliamo tenere alta l’attenzione su un tema che sapete ci sta molto a cuore.
Si parte dai terreni agricoli espropriati da Expo: «Dopo che è fallita la prima asta di vendita, dicono che a Milano pensano di fare dell’area dell’Expo un grande centro universitario, con residenze per gli studenti, dove confluiranno anche imprese Hi Tech. Loro la chiamano piattaforma integrata della conoscenza tra università e impresa noi ci auguriamo che così sarà e che le infrastrutture costruite per Expo non facciano la fine di quelle delle olimpiadi invernali di Torino che oggi sono praticamente abbandonate e inutilizzate a 9 anni dall’evento». Naturalmente è quello che ci auguriamo anche noi considerato il tema dell’esposizione universale: «Come ci nutriamo se continuiamo a trattare la terra agricola come un vuoto a perdere?».
L’altro effetto di questa poca attenzione al suolo agricolo come risorsa è il deprezzamento dei terreni e del lavoro di chi quei terreni li coltiva: «La spinta sul mercato della grande distribuzione organizzata strappa ogni giorno prezzi bassissimi agli agricoltori e così anche il lavoro degli uomini della terra si è deprezzato Stiamo parlando di veri e propri episodi di schiavismo che coinvolge un esercito di centomila persone che lavorano nelle nostre campagne». Ci fa piacere che altri insistono su una questione su cui Slow Food fonda le sue azioni e con piacere riprendiamo quanto sentito ieri sera: «C’è bisogno di una grande piano di difesa nazionale dei suoli agricoli, perché il tempo della Natur è scoccato già da un po’ e l’impoverimento del suolo agricolo, della terra è una realtà. Ma anche perché il valore economico del patrimonio naturale, il Pil della terra è enorme e distruggerlo significa compromettere anche il Pil delle attività produttive. Quasi un miliardo di persone nel mondo intero non hanno da mangiare, una persona su nove. La Fao parla di “assoluta scarsità di strutture per l’agricoltura e lo sfruttamento eccessivo dell’ambiente, come una delle cause della fame nel mondo” Ecco questa è la dimensione del problema quando si parla di terra agricola».
Anche la redazione di Presa Diretta, alla luce della bella inchiesta portata avanti è d’accordo con noi: «Non ci stiamo preoccupando abbastanza di preservare i suoli per la produzione di cibo. Anche quando vogliamo fare una cosa buona per l’ambiente come è il caso delle grandi centrali di produzione di energia elettrica a Biomassa, servono a ridurre l’immissione di anidride carbonica nell’atmosfera, a produrre energia pulita, ma vengono alimentate non solo con gli scarti dell’agricoltura, ma con il cibo stesso». Una riflessione da fare ogni volta che si decide di destinare un terreno agricolo alle biomasse: «Non si possono bruciare violini per vendere la cenere».
E ieri a Presa Diretta c’era anche Paolo Pileri (professore associato di Pianificazione e progettazione urbanistica, territoriale e ambientale al Politecnico di Milano ) a presentare il suoChe cosa c’è sotto. Il suolo, i suoi segreti, le ragioni per difenderlo un libro per conoscere in profondità e difendere il suolo.
Pileri spiega con un linguaggio semplice che cos’è il suolo, perché va difeso e perché il consumo di suolo deve finire: mentre si consumano 8 metri quadrati al secondo si dimentica che per generare soli 2,5 centimetri di suolo “vivo” ci vogliono 500 anni. Un lavoro incredibile distrutto in pochi minuti, per sempre.
Che cosa c’è sotto esce ad aprile, al prezzo di 12 euro e 50, ma ti chiediamo di acquistarlo da oggi, in anteprima, sul sito di crowdfunding Eppela con lo sconto e tante ricompense. In questo modo, aiuterai a sostenere i costi di stampa del libro e a diffonderlo al meglio.
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Perché il suolo è l’elemento fondamentale del paesaggio, tutelato dall’articolo 9 della Costituzione italiana
Che cosa c’è sotto è un testo sul quale associazioni, studenti, cittadini potranno confrontarsi e dal quale potranno ripartire alla difesa del territorio
Parte dal suolo per immaginare insieme ai lettori una nuova idea di città, di Paese e di cittadinanza
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Che cosa c’è sotto. Il suolo, i suoi segreti, le ragioni per difenderlo, Paolo Pileri, 160 pagine 12.5 euro – Altreconomia edizioni
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