Pesca: ecco perché servono le taglie minime
Da qualche giorno i detrattori dell’Europa se la prendono con le norme sulla pesca, secondo loro “assurde” e portatrici di disgrazia per chi le rispetta. Se la prendono con la normativa che vieta la pesca e la commercializzazione di vongole che non raggiungano i 2,5 cm.
Le norme sulle taglie minime però servono a far sì che gli organismi sottratti al mare si riproducano almeno una volta prima di finire in un attrezzo da pesca: se consumiamo pesci, crostacei o molluschi ancora giovani ne mettiamo a rischio l’esistenza. È una misura ambientale, ma è anche una misura economica: se non si preserva il mare non si garantisce un futuro a chi sul mare fonda le proprie economie.
Criticare le taglie minime non è bastato all’assessore alla pesca della regione Marche, che contesta anche la distanza minima dalla costa che le imbarcazioni che servono per il prelievo di vongole in mare devono rispettare. Le “turbosoffianti” sono delle draghe idrauliche che rastrellano i fondali sabbiosi e poi grazie a pompe trattengono i bivalvi e “soffiano” via la sabbia e gli altri residui. È un sistema impattante, perché sui fondali sabbiosi si trovano le covate di molti altri organismi, oltre alle vongole, e più si va vicino alla costa più queste zone sono delicate. Quindi la legge impone che le vongolare debbano stare ad almeno 0,3 miglia dalla costa (circa 500 metri).
Vicino alla costa le vongole si possono pescare con rastrelli manuali. Lo fanno i pochissimi raccoglitori di vongole e di telline (tra i quali i pescatori del Presidio Slow Food della tellina del litorale romano). Si muovono su barchette che nemmeno si avvicinano alla stazza (10-15 tonnellate) delle vongolare e la loro sopravvivenza economica, come quella dei mosciolari del Conero, dipende anche da quanto i fondali sottocosta vengono tutelati.
Le normative europee non sono perfette, ma chiedere modifiche a danno dell’ambiente è una strategia politica di cortissimo respiro e che in questo caso danneggerebbe sia i pescatori che le vongole.
Cinzia Scaffidi
c.scaffidi@slowfood.it
c.scaffidi@slowfood.it
Da La Stampa, 8 febbraio 2015
In foto: Presidio Slow Food della tellina del litorale romano, photo credits: Paolo Montanaro
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