giovedì 30 ottobre 2014

ALLUVIONE DI GENOVA LA PROTEZIONE CIVILE NAZIONALE CONDANNA LA REGIONE

Gabrielli condanna la Regione “Inadeguata nell’emergenza” per ora solo 12,5 milioni a Genova
Rinviata l’audizione di Doria al Senato. Irritazione del sindaco Confesercenti: “Servono molti più soldi, questo è un brutto segnale”

EGABRIELLIne approfitta anche per raffreddare subito le speranze di chi si illudeva di ricevere un contributo risolutivo dallo stato di emergenza nazionale: a fronte di danni già quantificati in circa 250 milioni di euro, dei quali 60 milioni solo di somme urgenze, il capo della Protezione civile ha annunciato che in una delle prossime riunioni il consiglio dei ministri approverà la richiesta dello Stato d’emergenza avanzata dalla Regione Liguria stanziando 12,5 milioni di euro. «Si tratta di fondi limitati — ha sottolineato Gabrielli — che non serviranno per ristorare chi ha subito danni nell’alluvione», ma per le spese sostenute per coprire la prima assistenza alla popolazione, il soccorso e le somme urgenze.
Altre somme dovrebbero arrivare dalla legge di stabilità, ma nel frattempo i fondi già quantificati rappresentano un’inezia rispetto all’ammontare dei danni, tanto che i commercianti sono già sul piede di guerra. «Questa somma non è un buon viatico per il futuro — rileva Andrea Dameri, direttore di Confesercenti — servono cifre molto più consistenti, se consideriamo che nel 2011 le imprese hanno registrato danni per 96 milioni, questa volta siamo già a 200 milioni e servirebbe anche che le tasse venissero cancellate non solo sospese».
In attesa della Legge di stabilità, l’audizione di ieri in Senato si è tradotta insomma in una doccia fredda per Genova, dove il sindaco Marco Doria non è neanche stato ascoltato perché le audizioni precedenti, quella di Burlando e Gabrielli, si sono protratte più a lungo del previsto e la riunione è stata sospesa comunque alle 16.30. Gabrielli aveva preso la parola iniziando subito a mettere in chiaro che la Protezione civile è basata su un sistema federale, su questo settore la Regione Liguria è completamente autonoma. E ha invitato a «finirla di crocifiggere i sindaci a seconda degli schieramenti politici: i sindaci sono il terminale del sistema di Protezione civile e sono i soggetti più esposti, spediti al fronte di una guerra senza gli strumenti per fronteggiarla». Gabrielli ha difeso persino l’Arpal, spiegando che «fino alle 22 la previsione dell’Arpal è stata corretta al millimetro. Poi, in un’ora sono caduti 135 millimetri di pioggia che hanno fatto saltare il banco.
Ma la meteorologia è un’attività previsionale di carattere probabilistico».
Ma non ha avuto parole di giustificazione per la Regione nella gestione dell’emergenza, anzi, rispondendo alle richieste di chiarimento di alcuni senatori, ha precisato che evidentemente c’è un problema di risorse, nel senso di persone, perché «se quelle risorse sono state aumentate, come è stato detto, evidentemente prima non erano sufficienti, e c’è un problema di procedure, che non prevedono meccanismi di risposta nella criticità ordinape ria».
L’audizione è stata peraltro lunga e articolata, ad illustrare la situazione di Genova è stato il presidente della Regione Claudio Burlando, dicendo che «Genova va considerata come l’Aquila e l’Emilia, Genova ha avuto tre alluvioni in quattro anno, ha bisogno di un’attenzione particolare». Burlando ha fatto il quadro della situazione, spiegando con cartine e grafici il dramma del territorio genovese «con il Bisagno intubato negli anni Trenta e che ha capacità di smaltimento che non sono neanche la metà di quella prevista dal bacino naturale». Ha poi raccontato i lavori avviati, il rifacimento della copertura, con la storia di ricorsi e contro- ricorsi che hanno bloccato il secondo lotto, e lo scolmatore del Fereggiano, opere che serviranno a ridurre il rischio, ma precisando anche che finchè non saranno conclusi tutti i lavori sul Bisagno, la zona di Genova interessata dal fiume «sarà sempre esposta ad un rischio molto grande» e senza una «solidarietà nazionale» le imprese e i commercianti colpiti dall’alluvione «non se la potranno cavare».
E ha avanzato una serie di richieste per la legge di Stabilità, in quattro punti: «un’attenzione alle imprese, noi abbiamo già stanziato 50 milioni ne servirebbero almeno altrettanti », «un’attenzione alle famiglie, tante ancora fuori casa, un intervento sulle somme urgenze e infine trovare i 75 milioni che mancano per finire il terzo lotto della copertura del Bisagno ».
E’ saltata invece alla fine l’audizione del sindaco Marco Doria, in programma ieri pomeriggio, visto che le due precedenti si sono protratte più lungo del previsto. D’intesa col presidente della Commissione, sarà fissato un nuovo appuntamento. «Il sindaco era a Roma — spiega una nota del Comune che fa chiaramente trasparire la giustificata irritazione del sindaco — per sollecitare provvedimenti e stanziamenti di risorse adeguati alle condizioni del territorio e al rischio idrogeologico. Il caso genovese deve essere valutato e assunto come una priorità nazionale». 
NADIA CAMPINI(ha collaborato erica manna) genova repubblica
__._,_.___

Nessun commento:

Posta un commento