lunedì 6 ottobre 2014

MILANO 11 OTTOBRE 2014 NO EXPO



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Milano si prepara ad ospitare l’esposizione universale. Un grande evento vetrina ottenuto dalla “trojka" che all’epoca dominava la politica milanese e lombarda: Formigoni-Moratti-Penati.
Le cronache e le inchieste delle ultime settimane hanno rivelato al paese un quadro di corruzione e malaffare che tiene insieme i mega-eventi come Expo2015 e le grandi opere come il TAV, le autostrade, il Mose, la base militare Dal Molin.
Al di là delle mazzette e delle infiltrazioni malavitose (40 aziende allontanate per mafia) che hanno intossicato la kermesse e che restituiscono un’immagine del paese di cui vergognarsi (altro che mostrarsi al resto del mondo), Expo è lo specchio del modello di sviluppo iperliberista, che divora risorse naturali facendo leva sulla precarietà delle persone considerate alla stessa stregua di merci, senza diritti, senza tutele, senza dignità.
Il miraggio dei posti di lavoro si è trasformato in precariato e volontariato. Dei 200 mila posti promessi se ne sono visti 5000, sotto forma di stage e contratti precari.
1500 ettari di terreno agricolo cementificati. Altro che “nutrire il pianeta”. Autostrade, svincoli e raccordi. Altro che mobilità sostenibile.10 miliardi di euro di spesa. Altro che austerità! Nestlè, Monsanto e OGM. Altro che filiera corta e cibo pulito.
Expo2015 non è solo un affare milanese. Expo2015 e le sue logiche economiche e politiche riguardano tutto il paese. Expo2015 è lo spot mondiale di quello che movimenti di lotta e cittadini trovano declinati nei loro territori: cemento, precarietà e avidità. E’ il banchetto di gala di chi scrive e stringe accordi come il TTIP. E’ l’affermazione culturale di chi domina il pianeta cavalcando il cavallo del liberismo senza regole e senza alcun rispetto per i diritti delle persone e per la natura. 
Expo2015 è una mistificazione che non produrrà nulla di buono. Sarebbe ora che la politica la smettesse di aspettare il taglio del nastro e decidesse da che parte stare.   
Per questo, aderiamo e partecipiamo alla mobilitazione dell’11 ottobre promosso dalla Rete NoExpo a Milano. 
Perché decidiamo di stare dalla parte  della difesa del territorio, dei diritti, della legalità, della vera agricoltura di qualità. 

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