domenica 19 ottobre 2014

RINNOVABILI NO TRIVELLE NELL'ADRIATICO PER L'AUTONOMIA ENERGETICA NAZIONALE



Comunicato stampa
Energia per l’Italia: non trivellare l'Adriatico, ma sviluppare le
energie rinnovabili
Scienziati di Bologna contestano la strategia energetica del governo Renzi
Bologna, 16 ottobre 2014. Un gruppo di 22 docenti e ricercatori
dell’Università e dei Centri di Ricerca di Bologna, guidato dal chimico
Vincenzo Balzani, ha scritto una lettera aperta al Governo di severa
critica riguardo la Strategia energetica nazionale, recentemente
ribadita nel decreto Sblocca Italia. La lettera è pubblicata sul sito
www.energiaperlitalia.it<http://www.energiaperlitalia.it/> insieme ad un
appello per lo sviluppo di una strategia energetica integrata basata su
sobrietà, efficienza energetica e sviluppo delle energie rinnovabili.
Secondo gli scienziati firmatari della lettera, il problema energetico
deve essere affrontato congiuntamente da almeno cinque prospettive
diverse (scientifica, economica, sociale, ambientale e culturale) e la
sua soluzione non può prescindere dal fatto che la fine dell’era dei
combustibili fossili è inevitabile e che ridurne l’uso è urgente per
limitare l’inquinamento dell’ambiente e contenere i cambiamenti
climatici. La lettera e l’appello sottolineano anche che la transizione
dall’uso dei combustibili fossili a quello delle energie rinnovabili sta
già avvenendo in tutti i paesi e che, sviluppando le energie rinnovabili
e le tecnologie ad esse collegate, l’Italia ha un’occasione
straordinaria per trarre vantaggi in termini economici (innovazione
nelle aziende, nuovi posti di lavoro, riduzione dell’inquinamento) dalla
transizione energetica in atto.
Anziché dare impulso allo sviluppo delle energie rinnovabili e
promuovere una cultura basata su sobrietà ed efficienza, la strategia
energetica del governo facilita ed incoraggia le attività di estrazione
di quantità, peraltro marginali, di petrolio e gas in tutto il
territorio nazionale, comprese aree densamente popolate, tutta la costa
del mare Adriatico e zone di inestimabile importanza storica, culturale
ed artistica come quelle di Venezia e Ravenna. Tutto ciò in contrasto
con le affermazioni di voler ridurre le emissioni di gas serra e, cosa
ancor più grave, senza considerare che le attività di trivellazione ed
estrazione ostacolano e, in caso di incidenti, potrebbero addirittura
compromettere la nostra più importante fonte di ricchezza nazionale: il
turismo.
Per informazioni:

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